martedì 9 aprile 2019

NUOVE SOSTANZE

L'Informatica e il rinnovamento dell’architettura

‘Progettare oggi in queste aree implica una profonda riconsiderazione della città e del suo funzionamento e apre nuove strade di ricerca estetica ed espressiva’

‘ibridazione tra natura, paesaggio e tecnologia’

Non si sa come cambieranno le carte in gioco. Certo il movimento moderno non immaginava manco lontanamente che Jørn Utzon avrebbe cambiato le regole di fare architettura, così come loro lo cambiarono a suo tempo.
Certo è che ci troviamo in un momento della nostra storia dove l’informazione e la tecnologia stanno avendo la meglio. Ciò nonostante come la storia ha più volte dimostrato una crisi porta a un cambiamento e il cambiamento porta a una evoluzione. E questo gli architetti lo sanno bene. Ormai è dato per scontato che un edificio si tenga in piedi o che assolva alle sue funzioni. Ma quello che adesso si cerca è una narrazione, una racconto. E questo Gehry e Libeskind, solo per citarne due, lo sapevano benissimo quando andarono a realizzare le loro due opere più conosciute.
Ciò non vale solo per l’architettura, ma anche per la pubblicità. Le pubblicità di oggi danno per scontato che il prodotto funzioni e di conseguenza lo raccontano sotto un altro punto di vista.

Nell’articolo “Nuove sostanze. L’Informatica e il rinnovamento dell’architettura”, A.Saggio pone l’accento su come l’informazione influenza l’urbanscape, la comunicazione e lo spazio inteso come sistema.
Che significa? Significa che in un mondo dove l’informazione è diventata l’elemento chiave  e dove le persone comunicano attraverso internet, la zonizzazione ovvero la suddivisione in zone omogenee, non è più pensabile in una società dove il melting pot ha la meglio.
Lo zoning non fa altro che limitare la possibilità di crescita.
‘Le aree dismesse rappresentano un campo fondamentale di opportunità’. L’ High Line rappresenta uno di questi. Certo, non si tratta di una area, ma di una infrastruttura che ha portato con se il recupero e la crescita di altre aree limitrofe.

A questo punto pongo l’attenzione su un nuovo centro dedicato alle arti visive, THE SHED, letteralmente ‘capannone’, inaugurato lo scorso 5 aprile a New York, come unione di questi elementi.
In un intervista Liz Diller dichiara:
“L’idea centrale di The Shed è la flessibilità […]. Non sappiamo come sarà l’arte del futuro, ma sappiamo che lo spazio è limitato. Dovevamo proteggerlo.”

Parole che sembrano presagire la fine di questa era dell’informatica. 

martedì 26 marzo 2019

L' '800 IN CRISI...

ARCHITETTURA E FIGURE RETORICHE

COMMUNICAZIONE MARSUPIALE

                  <— è la prima volta che l’ambito terziario diventa maggiore 
1956             rispetto al settore primario e secondario sommati assieme.

                  <— viene bandito concorso per l’ Opera House 

Quest’ultimo evento in particolare è un evento importante in architettura poiché rappresenta la rottura di un tabù. Il progetto è infatti governato da una idea di natura informale piuttosto che una corrispondenza tra forma e funzione. Il rapporto tra forma e funzione arriva come esplicazione del grande mito: la macchina.
E’ allora che l’architettura libera la forma dalla funzione.
E’ allora che la forza catalizzante diventa la comunicazione.


Se si chiede all’architetto neoclassicista ‘qual’è il tuo voler essere’ questo risponderebbe ‘rappresentare’ e dunque…

ESISTO IN QUANTO RAPPRESENTO
Ma che significa? Facciamo un esempio. Palazzo Barberini è rappresentazione del potere che si proietta non solo negli interni del palazzo, ma anche nella organizzazione degli spazi urbani. Piazza Navona non è concepibile senza il potere della famiglia Barberini.
Ora prendiamo in considerazione Palazzo Farnese. Palazzo Farnese in parte riesce a creare una piazza davanti, ma non riesce a connettersi con Piazza Navona.
Un caso non riuscito è Palazzo Barberini. Bisogna però capirlo non dalla salita e quindi dall’ingresso principale ma dalla fontana. La famiglia voleva organizzare la città dal Palazzo fino a Piazza Navona.

ESISTO IN QUANTO FUNZIONO

ESISTO IN QUANTO INFORMO

Il problema dell’architettura non è sfidare queste questioni che in qualche modo hanno una base storica, ma il COME

COME L’ARCHITETTURA PUO’ FAR PARTE DEL MONDO DELL’INFORMAZIONE?

Ci sono diversi modi di rispondere. Diversi come.
Uno è il mondo della comunicazione e delle figura retoriche.
Mentre il mondo legato all’industria tende a essere programmatico e legato alla matematica per una forma di linguaggio oggettivo, l’apparato delle figura retoriche si basa su una serie di meccanismi che non si basano sulla logica matematica, ma cerca di attivare sensazioni, comunicazioni.
Il sistema delle figure retoriche vive oggi nel campo della pubblicità.

Le figure retoriche sono la chiave per capire alcune architetture

Bilbao, Guggenheim di Gehry —> associabile alla cattedrale. Driving force COMUNICAZIONE, la torre come simbolo di riconoscibilità.
Museo ebraico di Libeskind —> tutto un processo che si muove in maniera comunicativa, simbolica.

Kiasma Museum of Contemporary Art, Steven Holl —> da una parte s’affaccia su una grande stazione romantica, dall’altra sulle strette vie della città antica. Una situazione urbanistica complessa e differenziata. L’architetto opera quindi attraverso delle tessiture, ma fa anche un salto metaforico, sovrapponendo la metafora del CHIASMA. E’ una sovrapposizione e diventa organizzatore spaziale.

LA TERZA ONDATA

IL RUOLO STRUTTURANTE DELLA INFORMAZIONE —>  LA TERZA ONDATA

Alvin Toffler, nel suo libro ‘the third wave’ sostiene come il nostro tempo sia diviso in tre fasi.
1° fase AGRICOLA, legata al bene terra
2° fase INDUSTRIALE
3° fase dell’INFORMAZIONE, legata alla produzione

Ma questa suddivisione in tre ondate ha un suo significato? Si, ma deve essere legata a un altro personaggio: Thomas Kuhn.

Negli anni ’60, Kuhn scrisse ‘la struttura della rivoluzione scientifica’, dove sostiene che per una certa fase storica si afferma una interpretazione del mondo che da la possibilità di operare fino alla nascita di nuovi fatti. Questo, in qualche modo, viene esteso ed è a quel punto che nasce una nuova concezione. Quel che lui chiama ‘SALTO DI CONOSCENZA’.
Facciamo un esempio: immaginiamo di avere un idea di terra piatta. Questa idea, della terra piatta, viene estesa ossia viene elaborata fino ad avere nuovi elementi che mi permettono di capire che la terra non è piatta. Di conseguenza si viene a creare un nuovo paradigma.

Un altro esempio?

NEWTON —> nascita della teoria della relatività —> EINSTEIN


Il salto di paradigma compenetra bene con il concetto delle ondate e porta con sé una serie di cambiamenti. Vediamone uno:
Chi erano i ricchi? non è del tutto scontato che il potere economico era legato alla terra. Più grande era il terreno più si era ricchi. Con la rivoluzione industriale i ricchi diventarono i detentori dei capitali d’industria. Oggi la ricchezza si è spostata dal grande latifondista al grande industriale!

Ma la maggior parte della popolazione deve essere legata alla produzione?
è chiaro che in epoca agricola era legata al bene agricolo, mentre una piccola parte era legata all’artigianato.

Mentre in epoca industriale gran parte della popolazione era legata all’industria, mentre in età odierna è legata al mondo dell’informazione.

INTERATTIVITA'

L'interattività al centro della ricerca architettonica di Antonino Saggio Perchè l'interattività è diventata al centro della ri...